INDIA

CASETTA FAMIGLIA NELSON

Nei mesi precedenti il diffondersi del coronavirus noto come COVID 19, in India, le autorità avevano lanciato una campagna per realizzare abitazioni a favore di famiglie indigenti.

La pandemia ha portato il governo indiano a dirottare tutti i fondi inizialmente destinati al “piano casa” per contrastare la diffusione del virus. Una vera doccia fredda per le tante famiglie indiane in difficoltà.

Anche la famiglia Nelson aveva presentato un progetto: era l’occasione per riscattarsi da una condizione davvero ai limiti della dignità.

Il papà, affetto da diverse patologie, è impossibilitato a svolgere lavori pesanti e continuativi. La mamma si prodiga in piccole attività con passione, ma la paga settimanale non supera il corrispettivo di 2 euro. Il figlio riesce a trovare solo lavori saltuari e scarsamente retribuiti.

Grazie ad un amico, noi siamo venuti a conoscenza delle condizioni di vita della famiglia Nelson. Con grande discrezione, abbiamo avuto modo di vedere le fotografie di quella che i nostri amici chiamavano “casa” e abbiamo deciso che non si poteva più attendere: era venuto il momento di dire loro GO!

E così, la famiglia Nelson ha ripreso in mano il progetto della casa, ha contattato una ditta per tutte le pratiche preliminari e, dopo aver visionato il preventivo, ci siamo impegnati a finanziare totalmente i lavori per la costruzione di una casetta a due piani: una per papà e mamma, l’altro per il figlio che aveva in animo di sposarsi.

I lavori sono iniziati e proseguiti con sollecitudine e ora, grazie all’intervento provvidenziale di San Giuseppe, i nostri amici possono vivere sereni nella loro casa.

Il costo del progetto è stato di 16.000 euro

Incredibile 16.000 euro per noi non sono sufficienti per l’acquisto di un’utilitaria, per una famiglia indiana significano la certezza di un’abitazione dignitosa e desiderata da una vita.

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

POZZO PER LA FAMIGLIA DELLA SIGNORA ELISABETH

La signora Elisabeth è rimasta vedova con una numerosa famiglia da mantenere e da crescere. I numerosi figli, dopo la prematura morte del papà, si sono stretti attorno alla mamma per aiutarla. Noi siamo venuti a conoscenza della situazione familiare di Elisabeth e dei suoi figli grazie ad un amico.

Da tempo hanno un grande desiderio: avviare un pollaio per garantire non solo la sussistenza quotidiana, ma anche per poter vendere uova e carne e ricavarne così i soldi per permettere ai figli più piccoli di intraprendere e proseguire i loro studi

Ma fin dalle prime riflessioni ci siamo chiesti: “e l’acqua necessaria?”

Abbiamo scoperto che nel villaggio dove vivono Elisabeth e i suoi figli non esistono pozzi e l’acqua disponibile è portatrice di malattie.

Allora abbiamo concordato di dividere il progetto in due fasi:

Fase 1: Realizzare un pozzo da affidare alla famiglia di Elisabeth, ma che fosse a servizio di tutto il villaggio;

Fase 2: Acquistare un campo e costruire un piccolo edificio per avviare il pollaio.

L’acqua che bene prezioso. Senza acqua non si può vivere! Quanti problemi devono affrontare una famiglia e un villaggio se l’acqua disponibile non è sana.

Il pozzo è stato perforato, è dotato di una pompa azionata da un pannello solare e dona acqua fresca e sana a tutto il villaggio.

L’inaugurazione del pozzo è stata una festa per tutti.

Ci siamo messi in ascolto del bisogno di una persona, San Giuseppe ci ha aiutato a servirne molte!

È finalmente arrivato il momento di procedere con la realizzazione della fase 2 del progetto Pozzo e Pollaio per la famiglia della Signora Elisabeth in Congo

Dopo diverse ricerche e trattative, è stato identificato un campo vicino all’abitazione della famiglia di Elisabeth e sufficientemente ampio per avviare l’allevamento dei polli.

Ecco le prossime tappe del progetto con i relativi preventivi di costo:

  1. la costruzione di un piccolo edificio in muratura dove ospitare il pollaio e una piccola abitazione per il custode;
  2. la recinzione del campo;
  3. la coltivazione di un piccolo orto;
  4. l’avvio dell’allevamento dei polli (acquisto dei pulcini, mangime, medicinali, ecc.)

Com’è nello spirito di GO!, il pollaio, una volta avviato e andato a regime, dovrà essere autonomo e autosufficiente.

Per l’acquisto del campo servono 4.500 euro
Per la realizzazione della casetta/pollaio servono 6.900 euro
Per l’avvio dell’allevamento servono 5.600 euro

Affidiamo anche quest’opera all’intercessione di San Giuseppe, il “cassiere” della Divina Provvidenza e alla concreta generosità dei nostri amici e benefattori.

Coraggio: è il momento di dire GO! a Elisabeth e ai suoi figli, che con questa attività avranno un lavoro e un sostegno sicuro per la vita quotidiana.

Finalmente, dopo tante ricerche e contrattazioni, annunciamo con grande gioia che abbiamo acquistato il campo per il pollaio della signora Elisabeth.

Come potete vedere dalle fotografie il contratto è stato stipulato e sono stati scambiati i documenti e le planimetrie. Il campo identificato misura 16 x 30 mt. Vi si trovano già due edifici. Uno inagibile che andrà abbattuto e un altro bisognoso di interventi di consolidamento e che diventerà il pollaio per l’allevamento, che confidiamo di far partire nel più breve tempo possibile.

Grazie alla generosità dei nostri benefattori e alla laboriosità dei nostri soci e volontari le donazioni ci hanno permesso di pagare l’intera somma del campo e di poter iniziare i lavori di consolidamento della casetta. Stiamo progettando anche la realizzazione di una recinzione per garantire la sicurezza ed evitare spiacevoli intrusioni.

Un traguardo che arriva proprio per l’inizio del mese di marzo, mese tradizionalmente dedicato al nostro San Giuseppe.

Ancora una volta: GO! Giuseppe Opera.

Go! diamo il via ad una nuova fase di vita alla famiglia della signora Elisabeth



Riceviamo e pubblichiamo con gioia alcune foto che testimoniano i lavori in corso nello stabile destinato a diventare il pollaio per la famiglia della Signora Elisabeth, che GO! sta sostenendo.

Oltre alla nuova copertura, gli operai stanno posizionando porte e finestre. Contestualmente viene scavata la fossa biologica per permettere la realizzazione del bagno per la piccola abitazione del custode del pollaio.

Grazie alla vostra generosità e al vostro sostegno, molto presto i nostri amici potranno iniziare ad allevare i primi polli.

Nei prossimi giorni disporremo un altro bonifico, frutto delle recenti donazioni, per favorire la realizzazione delle prossime fasi del progetto.

Quanto riceviamo dai Benefattori desideriamo che si trasformi il più presto possibile, pur con tutte le valutazioni di prudenza necessarie, in opere concrete a beneficio degli amici che chiedono il nostro aiuto.

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Finalmente il pollaio è stato avviato e i primi pulcini sono arrivati: crescono in fretta!!!

Grazie alla generosità dei nostri benefattori e alla perseveranza di molti, che ci ha permesso di superare una lunga serie di ostacoli, possiamo dire con gioia che anche questo progetto è stato realizzato. Alla signora Elisabeth e alla sua famiglia diciamo: “GO! …e buon lavoro”

GERUSALEMME

LE FATICHE DI UN TRASLOCO FORZATO

Capita talvolta che su una famiglia, già provata da mille difficoltà, si abbatta una nuova tegola imprevista e che l’instabile equilibrio, difficilmente raggiunto, si spezzi. Se questo, poi, avviene in tempo di guerra, con un’economia fragile e segnata da mille incertezze, la “tegola”, che per molti sarebbe un piccolo intoppo, si trasforma in una prova molto ardua da superare.

È successo anche a una famiglia di Gerusalemme.

All’improvviso, per ragioni legittime, che non ci permettiamo di discutere, il proprietario dello stabile nel quale, da generazioni, vive la famiglia di K. AG. comunica agli inquilini che devono liberare le loro case, perché lo stabile sarà destinato ad un utilizzo diverso da quello abitativo. Felicemente la famiglia è stata riprotetta con una nuova abitazione che verrà consegnata, dopo alcuni importanti lavori di manutenzione, tra qualche settimana.

Dove sta, allora il problema?

Chi ha fatto trasloco lo sa bene: spesso i vecchi mobili, che hanno retto a lungo e che potrebbero continuare il loro servizio se lasciati al loro posto, una volta smontati difficilmente possono essere riadattati o riassemblati per la nuova abitazione.

Affrontare la spesa per le forniture essenziali di una casa, per la famiglia di K. AG. (l’uso delle iniziali è un segno di delicatezza e riservatezza), è un’impresa davvero ardua… che rischia di togliere il sorriso e la serenità al nostro giovane amico, ai suoi genitori e agli altri componenti del nucleo famigliare.

È una delle concrete situazioni di disagio per le quali è nata GO!: ridare speranza a una famiglia, aiutandola a superare un ostacolo improvviso.

Il Consiglio direttivo di GO! non ha esitato nemmeno un attimo a farsi carico della richiesta arrivata da Gerusalemme. Un piccolo contributo alla vita quotidiana di una famiglia…e, lo vogliamo sperare, un piccolo contributo alla Pace. Ogni volto sereno e ogni famiglia gioiosa, infatti, sono una premessa fondamentale per tessere relazioni di pace.

Noi non sediamo al tavolo dei potenti, ma ci accontentiamo di fornire “tavolo e sedie” (e gli altri arredi, ovviamente!) perchè una famiglia possa riunirsi a condividere serenamente la vita.

Non dubitiamo di ricevere, anche in questo caso, il vostro sostegno.

Prestissimo diremo a K e alla sua famiglia: GO!

La famiglia di K si sta finalmente trasferendo nel piccolo appartamento sistemato da poco. Il nostro amico K., grazie alla Vostra generosità, è già riuscito ad acquistare la cucina, i mobili di una camera da letto e gli arredi per il bagno: li potete vedere nelle fotografie che ci ha inviato.

INDIA

CASA (ST. JOSEPH) A KANYAKUMARI

Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto una nuova richiesta d’aiuto dall’India.
Un amico ci ha segnalato che Andrews e Pushpam, due sposi da 45 anni, si sono trovati nella necessità di vendere la loro casa, che versava in pessime condizioni, e ora vivono ospiti dei loro figli, ma in abitazioni separate.

Mentre GO! stava prendendo forma, abbiamo sostenuto i costi per un delicato intervento chirurgico al cervello della signora Pushpam, per la rimozione di un tumore.

Ora Pushpam gode di ottima salute!

I nostri amici sono proprietari di un piccolo terreno a Kanyakumari sul quale possono edificare un’unità abitativa di 50 mq, per trascorrere serenamente gli anni a venire.

Come potete vedere dall’immagine allegata, hanno già un progetto.

I lavori sono già iniziati e procedono speditamente: qui potete trovare alcune foto dello stato dei lavori, che pubblicheremo via via ci verranno inviate.

19 marzo 2026, Solennità di San Giuseppe: inaugurazione della St. Joseph House

Ringraziamento A G.O.! Giuseppe Opera – Una casa costruita con fede, amore e Provvidenza


Con profonda gratitudine e un cuore colmo di gioia, desidero lasciare questa nota di ringraziamento all’Associazione G.O.! Giuseppe Opera, e in modo molto speciale a Monsignor Vincenzo, che è diventato un vero strumento della Provvidenza di Dio nelle nostre vite.


Questo bellissimo cammino è iniziato nel silenzio della preghiera.


Durante un ritiro ignaziano di un mese a Bombay, in India, mi è stato concesso un giorno di pausa — un giorno di silenzio e di grazia. In quel giorno sono andato alla Chiesa di Mount Mary a Bandra, Bombay, portando nel cuore una profonda preoccupazione per i miei genitori. In quel periodo, la situazione familiare non era facile. Dopo l’intervento chirurgico per un tumore cerebrale primario (l’assistenza medica è stata resa possibile da Don Vincenzo), mia madre non poteva vivere da sola ed è rimasta con mia sorella per ricevere cura e sostegno. Mio padre, invece, viveva con mio fratello.


Molti si chiedevano perché i miei genitori vivessero separati. La realtà è che la nostra vecchia casa — vecchia di circa 46 anni — era stata venduta e, con quel ricavato, avevamo acquistato un piccolo terreno. Il nostro semplice sogno era costruire una modesta casa di circa 550 piedi quadrati (1BHK), un luogo dove i miei genitori potessero nuovamente vivere insieme con dignità e serenità.


Davanti alla Madonna di Mount Mary, ho scritto le mie intenzioni. In quel momento sacro, è sorta dentro di me una domanda: “A chi posso rivolgermi per chiedere aiuto?” Ho affidato anche questo alla preghiera.


Dopo essere tornato dalla chiesa, per i due giorni successivi, un pensiero è tornato con forza e insistenza: il nome di Monsignor Vincenzo. Ho pregato su questo e poi ho deciso di scrivergli, condividendo con semplicità la nostra situazione.


Ciò che è seguito è stato davvero provvidenziale. Nel giro di pochi minuti, Monsignor Vincenzo ha risposto. Mi ha parlato dell’Associazione G.O.! Giuseppe Opera e della sua disponibilità ad aiutarci. Ho riconosciuto subito che non si trattava solo di un progetto umano, ma del disegno di Dio che si stava realizzando.


La mia devozione a San Giuseppe è sempre stata profonda e personale. Nei luoghi in cui ho servito, ho cercato di promuovere la sua devozione — arrivando anche a collocare statue in suo onore. A Bangalore, in India, circa un anno e mezzo fa, ho avuto la grazia di iniziare una devozione regolare: la Messa mensile il giorno 19, dedicata a San Giuseppe. Ho sempre confidato nella sua potente intercessione come protettore delle famiglie e silenzioso costruttore delle case.


E ora, grazie al generoso sostegno dell’Associazione G.O.! Giuseppe Opera, sotto l’ispirazione di Monsignor Vincenzo e attraverso la potente intercessione di San Giuseppe, quel sogno ha preso forma.


Oggi, mentre ci avviciniamo al 19 marzo — festa di San Giuseppe — il mio cuore è colmo di gioia nel sapere che questa casa è benedetta come “Casa di San Giuseppe”. Una casa costruita non solo con mattoni e cemento, ma con preghiera, fede e amore.


Dal profondo del cuore, a nome dei miei genitori e di tutta la mia famiglia, esprimo il mio più sincero ringraziamento:


All’Associazione G.O.! Giuseppe Opera, per la vostra generosità e compassione


A Monsignor Vincenzo, il più grande strumento in questo cammino di grazia


A tutti coloro che hanno sostenuto, incoraggiato e reso possibile tutto questo


Grazie a voi, i miei genitori possono ora vivere di nuovo insieme — sotto lo stesso tetto, in pace, dignità e gioia. Ciò che un tempo era una preghiera scritta nella cera è diventato oggi una realtà viva.


Che Dio vi benedica abbondantemente. Che San Giuseppe, custode della Sacra Famiglia, continui a intercedere per voi e ricompensi la vostra bontà cento volte tanto.


Con profonda gratitudine e nella preghiera,


A. D.


Ultimo aggiornamento pagina: 15/06/2026

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